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ENERGIA GEOTERMICA

La coltivazione dell'energia geotermica avviene utilizzando le acque sotterranee riscaldate dal calore interno della Terra o dalla presenza di manifestazioni magmatiche prossime alla superficie terrestre.

Con le tecnologie attuali il potenziale geotermico per la produzione di energia elettrica a livello globale è stimato in 80.000 MW di potenza nominale, con un costo al kW/h di 0,035-0,045 €

Il potenziale energetico delle acque calde per usi termici è assai ampio in Europa, in Asia, nell'America Centrale e Meridionale.
A seconda della temperatura del fluido geotermico sono possibili svariati impieghi: acquacoltura (al massimo 38 °C), serricoltura (38 - 80 °C), teleriscaldamento (80 - 100 °C), usi industriali (almeno 150 °C), e molti altri. In alcuni paesi si utilizza il calore geotermico per l’essiccazione del legname (Nuova Zelanda), della farina di diatomee (Islanda), del piretro (Kenya) e per l’allevamento di alligatori (USA, Giappone).

Il calore geotermico può essere utilmente sfruttato anche attraverso un dispositivo detto "pompe di calore geotermiche". Non sfrutta propriamente il calore geotermico in quanto questo è endogeno, sfrutta piuttosto la caratteristica di regolarità termica della parte superficiale (circa 120 metri di profondità ) della crosta terrestre, regolarità che è data dall'assorbimento del calore dall' irradiazione solare e non dal calore interno della terra.

Con le sonde geotermiche si può climatizzare un ambiente sia d'estate che d'inverno, la potenzialità di questo sistema è superiore al 50% delle necessità energetiche per la climatizzazione invernale ed estiva e quindi è un'enorme potenziale ad un costo molto conveniente.

Nel breve termine le applicazioni descritte continueranno ad essere le uniche commercialmente utilizzabili.

Molti serbatoi (o acquiferi) per la produzione di energia elettrica si trovano in Paesi in via di sviluppo e, in tal caso, la risorsa geotermica può essere considerata anche un'eccellente opportunità di sviluppo sostenibile .

Nel medio e lungo termine si prevede uno sviluppo della tecnica basata sull'utilizzo di rocce calde secche Hot Dry Rock o Deep Heat Mining situate in profondità.
Gli esperti di molti Paesi, tra cui Usa, Giappone, Inghilterra, Francia, Germania, Belgio e Svizzera, stanno studiando la possibilità di perforare pozzi in zone dove non ci sono serbatoi e di iniettarvi acqua per farla scaldare in profondità dal calore della Terra, farla risalire da altri pozzi e infine utilizzarla come fluido energetico per centrali termolettriche. Tale tecnologia, se sviluppata, darebbe origine a un potenziale tale da soddisfare da solo il fabbisogno di energia elettrica e termica.



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